Medaglia in rame “200° Anniversario della nascita di Giuseppe Verdi”

La Repubblica di San Marino onora il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi con una medaglia di bronzo. Sono molteplici gli avvenimenti che legarono Verdi alla Repubblica di San Marino. Nell’agosto 1857 Verdi e il librettista Piave vennero in gita sul Titano. Il 31 agosto ’57 il Consiglio decretò l’iscrizione di Verdi nell’albo dei Patrizi della Repubblica e la cittadinanza onoraria per lui e Piave. Nel giugno 1894, in vista dell’inaugurazione del Palazzo Pubblico, fu richiesto al maestro di comporre l’inno nazionale ma Verdi declinò l’invito “per la sua vecchiaia”. Nello stesso anno fu collocata una lapide in suo onore nel Pubblico Palazzo. Alla morte di Verdi il 27 gennaio 1901 fu inviato un telegramma di condoglianze al sindaco di Milano. Il 21 febbraio Verdi fu commemorato con un discorso di Pietro Franciosi nella sala del Consiglio, la deposizione di una corona di alloro sotto la lapide e l’esecuzione di musiche dalle opere più famose. Nel 1913 (il 31 luglio e il 1° agosto) per la ricorrenza del centenario della nascita di Verdi si tennero speciali onoranze anche in onore di Garibaldi e Domenico Maria Belzoppi. Per la cultura e l’arte musicale di tutto il mondo il 2013 è un anniversario importante. Rigoletto, Traviata, Trovatore, Nabucco, Macbeth, Aida, Otello, Don Carlo. L’elenco sarebbe lungo ed incapace, da solo, di dare senso compiuto a questo uomo dell’ottocento che ha saputo rivoluzionare musicalmente l’epoca del Risorgimento, diventando un simbolo che dopo duecento anni continua a brillare di luce propria. Nato a Le Roncole, vicino a Busseto (Parma), il 10 ottobre 1813 da un oste e una filatrice, Giuseppe Fortunino Verdi, è stato autore di melodrammi che tutt’oggi fanno parte del repertorio operistico di ogni teatro che si rispetti. L’Azienda Autonoma di Stato Filatelia e Numismatica, con un’incisione disegnata da Angelo Grilli mette in scena, grazie al virtuosismo della rappresentazione numismatica la grandezza del compositore, attraverso un ritratto da cui traspare lo spirito volitivo e determinato della sua personalità. A destra la mano del compositore sembra disegnare la forza e nel contempo dare voce a, Gilda e al Duca di Mantova, protagonisti dell’intenso dramma di passione, tradimento e vendetta, musicati nel Rigoletto. A concludere l’incisione del “dritto”, il monte Titano della Repubblica, il ramo di ulivo, di alloro e la corona con la legenda “Libertas”. Nel rovescio della medaglia, protagonista assoluto, il Nabucco. Opera con la quale inizia la vera ascesa nell’olimpo di Giuseppe Verdi. Al centro della scena il gruppo degli schiavi ebrei che innalzano le mani al cielo. Sullo sfondo richiami ai clivi e colli, al fiume Giordano, al volo degli uccelli e di una farfalla. Infine, a sinistra, la legenda “Va Pensiero”, uno dei cori più noti della storia dell’opera, collocato nella parte terza del Nabucco, che divenne con il tempo un richiamo solenne e un inno alla libertà. Sulla destra, infine, il richiamo aulico, alto, patriottico ed epico “Sull’ali dorate”.

 

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